Salute e benessere
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La mia prima SHANK PRAKSHALANA

La mia prima SHANKPRAKSHALANA

Pulizia intestinale profonda

Come molti di voi avranno letto in un mio recente articolo, da almeno 25 anni soffro di problemi intestinali a seguito di una gravissima peritonite.

L’alimentazione vegan igienista mi ha letteralmente salvato la vita.

Ma a causa della mia golosità ed anche del lavoro di cuoca, che mi porta a cucinare cibi vegani per chi vegano non è, preparando quindi piatti più conditi che poi mangio… ultimamente il mio intestino ne ha risentito molto.

Come gli igienisti ben sanno, tutti i disturbi fisici, a partire dal raffreddore fino a gravi patologie, hanno origine nell’intestino.

A questo proposito consiglio la lettura di questo libro

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Negli ultimi giorni mi è venuta una brutta tosse e avevo continuamente dolori intestinali.

Mi sentivo stanca, affaticata, offuscata.

Molta ritenzione idrica e dolori articolari…insomma uno straccio.

In questi casi di solito faccio qualche giorno di digiuno, ma in questo periodo non ce la faccio.

Sei anni fa, quando ho iniziato a prendermi cura del mio corpo mi ero informata su questa antica pratica depurativa degli yogi, ma che all’epoca non avevo avuto il coraggio di sperimentare.

Non ne avevo più sentito parlare, fino a 3 giorni fa, quando hanno iniziato a spuntare link e commenti in proposito da ogni dove.

E siccome non credo certo alle coincidenze, ho capito che era arrivato il momento di provare.

In cosa consiste ShankPrakshalana?

Si tratta di una pulizia profonda di tutto l’apparato digerente.

In sanscrito Shank significa conchiglia, mentre Prakshalana significa lavare, in questo caso si presume che sia una metafora in quanto l’acqua attraversa il corpo come fosse una conchiglia.

Il procedimento consiste nel bere diversi bicchieri di acqua salata, nella misura di 1 cucchiaio di sale ogni litro di acqua, intervallando ogni bicchiere con degli esercizi yoga.

Questi esercizi servono ad aprire il piloro ed a far scorrere direttamente l’acqua dell’intestino senza essere assorbita, questo anche grazie alla percentuale salina.

Questo permetterà un lavaggio completo di tutto l’apparato digerente, anche eliminando vecchi residui ed incrostazioni dalle pareti intestinali.

Diciamo che la pratica poteva andare meglio, non sono riuscita a bere tutti i 4 lt di acqua che avevo preparato.

Ho abbondanto con il sale per paura non fosse sufficiente e questo ha avuto una precisa conseguenza, mi ha fatto vomitare…dopo circa 20 anni che non ci riuscivo.

Devo dire che ne sono felicissima e che sicuramente era quello di cui avevo bisogno.

In ogni caso c’è stata anche una bella pulizia intestinale, anche se non completa come speravo, al prossimo cambio di stagione la rifarò.

Procedimento ShankPrakshalana

Scaldare 4 lt di acqua con 4 cucchiai di sale integrale o sale rosa dell’ Hymalaia, farlo sciogliere bene, l’acqua dev’essere tiepida, ma non scottare.

Bere 1 o 2 bicchieri e poi eseguire gli esercizi (asana) propedeutici, poi bere di nuovo e così via…

Guarda il video con gli esercizi

Dopo i primi 6 bicchieri circa si avverte il bisogno di andare in bagno.

Le feci saranno dapprima solide, poi liquide ed infine solo acqua.

Continuare finché l’acqua espulsa sarà pulita.

Per tutto il tempo non bisognerà assolutamente bere nulla che non sia l’acqua salata.

Se si vuole o si ha necessità di interrompere prima la pratica bisogna indursi il vomito espellere l’ultima acqua rimasta nello stomaco ed interrompere il processo.

Finita la pratica è bene riposarsi da mezz’ora a 1 ora e poi bisogna mangiare del riso bianco, le indicazioni originali dicono condito con burro, per i vegani con olio o olio di cocco.

Io ho provato con olio di cocco, più simile al burro, ma l’ho trovato stomachevole e non sono riuscita a mangiarlo se non qualche cucchiaio.

Consiglio quindi l’olio.

Solo dopo aver mangiato sarà possibile bere.

La pratica va effettuata la mattina a digiuno, poi è bene riposare tutto il giorno e anche la sera mangiare del riso bianco.

Per i 2 giorni successivi vietato mangiare cibi di origine animale, cibi acidificanti come caffè o alcol, solanacee, frutta acida e le spezie.

Le indicazioni originali sconsigliano anche frutta e verdure crude, ma si sà che l’ayurveda, come la macrobiotica demonizza erroneamente la frutta.

Sicuramente da evitare la verdura cruda perché ha fibre troppo dure, ma della frutta dolce o semi dolce ben matura è l’unica cosa che in questo momento vorrei mangiare e ritengo anche sia la cosa migliore.

Anzi, ritengo che la cosa migliore sia ascoltarsi ed agire di conseguenza, sempre rispettando il fatto di evitare i cibi sopra citati, si possono aggiungere cibi fermentati.

Questa sarebbe anche un’ottima occasione per un piccolo digiuno.

La pratica è da evitare assolutamente per le donne in gravidanza e per chi ha problemi di tachicardia e pressione.

I benefici saranno molteplici, a livello digestivo, intestinale, per la pelle e per i dolori articolari.

Questa naturalmemte è solo la mia umile prima esperienza, online si trovano tantissimi video e tantissime informazioni in merito.

La pratica è parecchio tosta, quindi consiglio di informarsi bene prima di cimentarsi, meglio ancora se si ha la possibilità di essere affiancati da qualcuno esperto.

Ora torno a godermi il mio relax ancora a digiuno.

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